LOCRI. Minore arrestato per estorsione
di redazione|16/08/2012 in " Cronaca"
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Sommario: I carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un minore del---

LOCRI. I carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un minore del luogo, G. M., ritenuto responsabile insieme ad altri tre giovani locresi, già arrestati il 30 maggio scorso, di più episodi di estorsione aggravata in danno di un ragazzo loro concittadino. L’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria, rappresenta un importante tassello nella lotta contro le nuove leve criminali del territorio. Per i medesimi fatti il 30 maggio scorso i militari dell’Arma avevano eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Locri, Andrea Amadei, su richiesta del sostituto procuratore Rossanna Sgueglia, nei confronti di Leonardo Guastella, 20 anni, Domenico Staltari, 20 anni e Leonardo Bumbaca, 24 anni. Dalle attività svolte era chiaramente emersa la condotta estorsiva che Guastella, forte della sua posizione, (a tal proposito si rammenta che Guastella è nipote di Gerardo Guastella, attualmente imputato per usura, estorsione, tentata estorsione, abusiva attività finanziaria nel processo scaturito a seguito dell’operazione “Shark” che ha portato all’arresto di molti esponenti della cosca Cordì) poneva in essere nei confronti di alcuni ragazzi. Guastella, pur trovandosi agli arresti domiciliari, continuava ad intrattenere rapporti telefonici con le sue vittime, servendosi del cognato Bumbaca e del fratello minore per avvicinarle e intimorirle qualora cercassero di ribellarsi. Tra le vittime individuate nel corso dell’indagine, i militari della locale Stazione sono riusciti ad avvicinare un giovane del luogo che, esasperato dalle continue minacce e percosse, decideva di denunciare i numerosi soprusi subiti. L’attività consentiva di ricostruire il modus operandi del gruppo criminale, in particolare emergeva che con le vittime, scelte nella fascia più debole della società, inizialmente veniva instaurato un rapporto di “amicizia” finalizzato a chiedere piccole somme a titolo di favore personale, come per l’acquisto delle sigarette, ma ben presto le richieste si trasformavano in vere e proprie pretese e si facevano via via sempre più importanti. A chi si opponeva al sistema venivano fatte pesanti minacce come si evince da una delle conversazioni captate al Guastella in cui la vittima non si era potuta presentare all’appuntamento perché a un funerale. E quando le offese e le minacce non bastavano veniva usata la forza, come racconta chi ha avuto il coraggio di denunciare. Nell’aprile 2011, dopo essersi opposto alle richieste estorsive, il giovane oppresso veniva picchiato con violenza da Guastella e Staltari con altre persone, e solo dopo aver ceduto alla consegna del denaro veniva accompagnavano al pronto soccorso per le cure necessarie. La continua pressione dei giovani, racconta la vittima, lo aveva indotto in uno stato tale da perdere completamente il contatto con la realtà. La paura ormai aveva preso il sopravvento su di lui e avrebbe fatto qualunque cosa pur di far terminare le richieste e di liberarsi dei propri persecutori. Fu con questo stato d’animo che l’estorto, disoccupato e ormai completamente assoggettato al gruppo criminale, costringeva la madre a cedere il quinto del proprio modesto stipendio per accendere un prestito di 19.000 euro con un istituto finanziario, per poi consegnare al Guastella la somma di 15.000 in contanti. Ma il sogno di liberarsi della banda non era finito infatti mesi dopo Guastella veniva a sapere che il finanziamento era in realtà maggiore ma essendo costretto agli arresti domiciliari, telefonava più volte la vittima per ottenere la restante parte. E ai continui rinvii della vittima, il Guastella mandava il cognato Bumbaca con la finalità di convincerlo di persona. Al fine di rendere tangibile lo stato di soggezione che il Guastella incuteva nelle proprie vittime si riporta il contenuto di una delle conversazioni captate tra lui e la vittima di turno: “non sto parlando con te … non sto parlando con te! … sto parlando con il mio cane che non mi prende gli ordini! …….ci sentiamo dopo!!”


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