Peppino Messinetti giornalista Sportivo Scrittore, il ricordo di Domenico Savica

di redazione  | 30/08/2016 in " Personaggi "
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Un’altro pezzo di storia è passato all’eternità, “Al di là del cielo ” non solo per Crotone, ma anche per la costa ionica. La sua presenza è stata indispensabile  nella evoluzione del Premio Pericle D’Oro, con le sue interviste a Gino Gullace, ad Adele Cambria, allo scienziato Fiodorof, a Vincenzo Mollica, a Nuccio Fava, a Dino Satriano, a Paolo Occhipinti,  Raf Vallone,  Nando Gazzolo e  tutti gli ambasciatori che si sono susseguiti nelle varie edizioni del Premio ecc. ecc. ecc., per poi diventare lui un premio Pericle “Gino Gullace per il Giornalismo” nel 1966 Insieme Maria Pia Fanfani, Don Antonio Mazzi, Emilio Argiroffi, Carmen Lasorella, e tanti altri, con la seguente  motivazione “Per la sua testimonianza appassionata  e sincera su fatti, avvenimenti e storie calabresi che trasmette con stile brillante e personalismo”. Lui che aveva segnalato uomini eccellenti, consegnato statuette del busto di Pericle, insieme alla moglie Maria, dolcissima compagna di vita,  lo raccontava tutti gli anni nella televisione preferita ”Video Calabria”.

L’avevo conosciuto a Crotone, nel lontano 1980 in una mia mostra alla Galleria “ll tripode”, presentata dallo scrittore Mario La Cava. L’ allegria di Peppino, il suo modo di fare accattivante, mi hanno coinvolto,  nella sua semplicità di agire, di raccontarsi e raccontare il mondo che lo circondava, e il suo fascino era contagioso insieme  alla sua  Crotone che amava smisuratamente. Lui,  grande giornalista delle più grandi testate d’Italia, conoscitore della vita,  la sapeva raccontare. Avevo conosciuto molti amici suoi, di grande valore e di grande intelligenza, ma la sua personalità, insieme alla dolcezza di sua moglie Maria e gli amici mi hanno fatto, per sempre  ricordare  Crotone, incidendo indelebilmente nella intimità della mia vita privata. Durante l’attesa di maternità di mia moglie,  seguita dal Primario Ginecologo dr. Carallo, dell’Ospedale di Crotone, Peppino, Maria e gli amici mi hanno accompagnato nel più importante avvenimento della mia vita. Mio  figlio Filippo è  nato a Crotone, per coronare questo grande trionfo di amicizia e di accoglienza. Gli incontri si sono susseguiti ininterrottamente nel corso degli anni.Peppino e Maria erano sempre con noi nei momenti di gioia. Un mese fa una lunga telefonata con lui, come in un romanzo, ci ha trovati a dialogare a lungo  del Premio, degli incontri, degli aneddoti,  l’ho sentito sereno e ne ero felice.

Avevamo stabilito che ci saremmo sentiti fra qualche giorno, ma forse inconsciamente l’ultimo dialogo era il suo testamento.  Invece una telefonata del figlio Silvio, che non volevi mai ricevere ci comunicava la morte del padre, di Peppino, inesorabilmente; il mondo mi è caduto addosso, e la mia mente si osscurava, e come un film scorrevano nella mia mente la sua immagine, gli incontri, il sorriso, la sua bontà, il quieto vivere nella essenzialità della sua vita. Caro Peppino Mesinetti ti porterò inciso nel cuore insieme alla mia famiglia per la tua semplicità, umanità e la tua bontà.

                                                                                         Domenico Savica


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