BOVALINO: l’Arpacal impone il divieto di balneazione. Il Viceprefetto Salvatore Caccamo a Catanzaro: “Deve intervenire la Protezione Civile!”

di Redazione  | 17/05/2017 in " Ambiente "
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Il decreto della Commissione Straordinaria del divieto di balneazione che coinvolge la meravigliosa spiaggia di Bovalino è stato molto sofferto dal viceprefetto Dr. Salvatore Caccamo che è coadiuvato dalla viceprefetto Valeria Pastorelli e dalla dott.ssa Claudia Poletti. L’Arpacal ha dovuto constatare dalle analisi fatte che non è consigliabile, anzi, vietata la balneazione. Su tale opportuna ma irrevocabile decisione la popolazione e gli “ambasciatori” di rovine si sono accaniti sui social network senza conoscere (o facendo finta di non conoscere) lo stato dell’arte dell’intera condotta che da Bovalino, ricevendo le fogne di Benestare, vengono “pompate” per raggiungere c.da S.Antonio in territorio di Bianco, dopo aver ricevuto quelle di parte del Comune di Bianco e Casignana. Proprio cosi. Uno stato dell’arte che implica soprattutto la conoscenza del fatto che non e mai esistito un atto che disciplini i rapporti e quindi le competenze tra i quattro comuni consorziati con Bianco Capofila..

Qualunque discussione, quindi, diventa “chiacchiera da marciapiede” che può creare disorientamento su una problematica molto seria. Quindi: vi sono due “stazioni” che insistono sul lungomare “S. Francesco di Paola” la n. 1 (S.Elena) e la 1bis (nei pressi di “Afrodite”) che non sono funzionanti e quindi i liquami sversano a mare. Perché? E’ giusto chiederselo ed è doveroso informare i cittadini. Entrambe sono state progettate sull’arenile (quante le responsabilità! Incredibile ma vero e tutti in vent’anni lo sapevano) a poca distanza  dal mare per cui l’infelicità del progetto ha determinato il ridottissimo funzionamento tanto da non consentire alle pompe di sollevamento di collettare i reflui per proseguire verso il depuratore. Da qui le continue “rotture”, le “riparazioni” che sono costate centinaia di migliaia di euro, senza mai poter risolvere il problema. Un continuo inutile tamponamento con molti denari.  Le inchieste giudiziarie che pure sono seguite alle nostre “attenzioni” e alle denunce dei cittadini hanno coinvolto progettisti, collaudatori e altri responsabili, ma dopo tanti anni sono state archiviate. E il danno ecologico-ambientale? Dimenticato? Assorbito? o è servito per battaglie politico-amministrative in prossimità di elezioni?

L’ing. Albanese della Regione Calabria ha fatto una minuziosa relazione sullo stato di tutta la condotta e l’Ing. Pallaria che ha preso a cuore la situazione ne ha sottoscritto la validità della proposta: delocalizzare le due stazioni (1 e 1 bis) con urgenza ed a tal uopo la Regione Calabria ha stanziato 510 mila euro per la ristrutturazione dell’intera opera. Ma bisogna fare in fretta per “eliminare una estrema bruttura ambientale che degrada l’ambiente irreparabilmente”. Bisogna trasferire l’intero impianto del lungomare in luogo più discreto con la completa sostituzione  dell’esistente, conditio sine qua non sarebbe permanente lo stato di degrado. Il dott. Caccamo è già trasmesso alla Regione Calabria le preoccupazioni della popolazione se non si interviene con l’urgenza che il caso richiede. L’ing. Pallaria è pronto a firmare un progetto “unico” per 510 mila euro ma … Se le procedure saranno quelle “normali” i tempi si allungheranno fin oltre la stagione di balneazione. “Se si vuole salvare Bovalino, ci dice il dr. Caccamo, la Regione Calabria, trattandosi di disastro,  deve intervenire con la Protezione Civile. Solo in questo modo si eviteranno le procedure normali con bandi, appalto e tanti atti che la legge prevede”. Non è quindi risolutiva l’idea di efficientare S.Elena e riversare sul “Careri”. Stamattina il viceprefetto Salvatore Caccamo sarà a Catanzaro e cercherà di parlare col ministro Del Rio in visita ufficiale per presentare il progetto della ristrutturazione della tratta ferroviaria jonica. Bovalino ha bisogno di più Stato e più attenzione ed aiuti sulle opere pubbliche di primaria necessità. Così si costruisce democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva.

ilpaese.info



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