play_arrow

keyboard_arrow_right

Listeners:

Top listeners:

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
playlist_play chevron_left
volume_up
chevron_left
  • play_arrow

    RADIO VENERE LIVE!!! La Musica le News lo Sport in Calabria

  • play_arrow

    RADIO VENERE LIVE 2!!! La Musica le News lo Sport in Calabria

CRONACA

‘Ndrangheta, sequestrati beni per 3,5 milioni di euro a imprenditore nel Reggino

today5 Agosto 2022 213

Sfondo
share close

Beni mobili ed immobili per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria ad un imprenditore reggino attivo nel settore del commercio carburanti coinvolto nell’operazione “Andrea Doria”.

Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, è stato eseguito con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina.

Trovate e sequestrato anche denaro contante per oltre due milioni di euro, suddiviso in mazzette contenute in valigie nascoste in un garage.
La figura criminale del destinatario della misura era emersa nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, troncone dell’inchiesta “Petrolmafie spa”, condotta dalla Guardia di Finanza a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale, che avrebbe permesso di scoprire l’esistenza di una struttura organizzata, attiva nel commercio di prodotti petroliferi, dotata di un meccanismo attuato con lo scopo di evadere le imposte attraverso l’emissione e l’improprio utilizzo delle cosiddette “dichiarazioni di Intento”. In particolare, con la direzione strategica di un commercialista campano e la compiacenza di soggetti esercenti depositi fiscali e commerciali ubicati in Calabria e Puglia, le organizzazioni criminali avrebbero realizzato il controllo dell’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale ai distributori stradali.

In quella circostanza, l’imprenditore era stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta e, in particolare, la cosca Labate di Reggio Calabria.
L’attività di indagine è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 2000 all’anno 2020, verificando disponibilità decisamente sproporzionate rispetto alla capacità reddituale. I sigilli sono stati apposti a tre società di capitali, quote di un’ulteriore società, 1 fabbricato, 2 terreni, beni mobili, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità

Scritto da: Redazione

Rate it

Articolo precedente

CULTURA

Bovalino, entra nel vivo la festa Patronale

Bovalino si prepara a festeggiare il santo Patrono della cittadina con eventi religiosi e programma civile dal 3 al 7 Agosto. La fa da padrona l'infiorata che di anno in anno si arricchisce sempre di più, tradizionale tappeto colorato realizzato dalle associazioni del Rione Borgo che da decenni ricoprono di colori e disegni bellissimi le stradine al passaggio del Santo e che  sarà visitabile da venerdì sino a domenica, da […]

today4 Agosto 2022 666 1 3