Siderno: dall’ex ospedale alla…Casa della Comunità
‹‹Era un ospedale che funzionava bene››, è questa la frase più volte pronunciata sia da chi ci lavorava, che dai pazienti; è quindi rimasto un buon ricordo dell’ex nosocomio sidernese. C’era il pronto soccorso, vari reparti, sale operatorie e soprattutto uno staff sanitario composto da professionisti altamente qualificati. Tra le note positive, anche il reparto di maternità che ha cessato le sue funzioni ancora prima del 2010, anno spartiacque in cui arrivò la chiusura della struttura così come inizialmente concepita. Il nome della cittadina quindi, sui vari documenti quale luogo di nascita, è pressoché scomparso.
Oggi – anche se potrebbe essere tanto di più – il presidio sanitario di piazza Sorace è comunque un poliambulatorio che eroga visite specialistiche, un punto prelievi, ospita la guardia medica, è sede della farmacia territoriale e di vari uffici amministrativi, ecc. Di recente, inaugurato nel 2025, c’è anche l’Aft dove, in un’ala dell’edificio ristrutturata, a turno ci sono vari medici di medicina generale. C'è già qualcosa, insomma, della Casa di Comunità e tanto altro, invece, si dovrà ancora realizzare.
Nel corso degli anni, davanti ai cancelli della struttura ma non solo, sono state tante le manifestazioni a sostegno di questa causa, con attenzione prestata e molteplici solleciti alle istituzioni, sono stati comitati e soprattutto persone che si sono lodevolmente spese e che ancora oggi lo fanno. Vedasi, ad esempio, il comitato pro Casa della Salute e qui, tra gli altri, si menzionano Francesco Martino e Salvatore Albanese.
Il concreto futuro della struttura, al netto del desiderabile ma non realizzabile, è la sua totale trasformazione in Casa della Comunità. Risultano fondi stanziati e grazie a questi, a lavori conclusi, avverrebbe un miglioramento del servizio infermieristico, un potenziamento di quello diagnostico (con la dotazione di nuovi strumenti). L’Aft così, eccetto i codici arancione e rosso, ancor di più potrebbe aiutare il pronto soccorso dell’ospedale di Locri. Sono previsti poi posti letto per coloro che, meno gravi, non necessitano della destinazione ospedaliera. C’è infine il progetto CARE, proposto dall’associazione Angela Serra, che stabilisce che una parte dell’edificio, il terzo piano, sia destinato alle cure palliative per i malati oncologici non acuti e a tal proposito sono previsti ulteriori posti letto.
Verosimilmente non tornerà più l’ospedale di un tempo, quello prima del 2010, ma sarebbe giusto che nei tempi prefissati diventi a tutti gli effetti Casa della Comunità, affinché i numerosi servizi sanitari siano presto fruibili dai tanti pazienti di tutto il comprensorio.