Quando la realtà supera i cori di palazzo: la protesta degli studenti della Locride e l'amara verità del Paese reale

Quando la realtà supera i cori di palazzo: la protesta degli studenti della Locride e l'amara verità del Paese reale

C’è un Paese raccontato nei salotti della politica, infarcito di dati trionfanti e narrazioni patinate che finiscono, quasi sempre, per favorire i ceti più abbienti. E poi c’è il Paese reale, quello che affronta ogni mattina il costo della vita, quello del Sud dimenticato dove sanità e viabilità non solo arrancano, ma talvolta crollano letteralmente. A ricordarlo a tutti, con una maturità che spiazza, sono stati questa mattina gli studenti della Locride.

La protesta degli studenti: il peso del rincaro sulla vita di tutti i giorni

Tutto è nato da un raduno spontaneo che ha visto unirsi i giovani di una vasta fascia territoriale, da Roccella Jonica fino a Locri, passando per un primo punto di ritrovo a Siderno e un secondo concentramento a Locri in piazza dei Martiri. Una mobilitazione pulita, nata dal basso e mossa da una consapevolezza disarmante: l'impatto della crisi economica sulle famiglie.

I ragazzi hanno messo in fila le loro ragioni, a partire dai recenti aumenti dei biglietti del trasporto pubblico, schizzati anche di 2 euro persino su tratte brevi. Una cifra che a prima vista potrebbe sembrare irrisoria, ma che moltiplicata per i giorni di scuola e per il numero di figli diventa una mannaia sul bilancio familiare.

La contrazione del potere d'acquisto entra dritto nelle case: gli studenti raccontano di famiglie messe di fronte al dilemma se mandare o meno i propri figli in gita scolastica, o costrette a fare tagli drastici sul vestiario e sul superfluo.

"Non vogliamo essere solo il futuro, ma accompagnati nel presente"

Ciò che colpisce di questa piazza giovanile è la profonda empatia nei confronti dei propri genitori. I ragazzi capiscono le difficoltà di chi li cresce. Rifiutano la solita retorica stucchevole del "voi siete il futuro" usata spesso dalla politica per prendere tempo: vogliono risposte oggi, partecipandone alla stesura.

Chiedono di essere accompagnati in un percorso dignitoso per non dover patire, domani, quello che la generazione dei loro genitori e di chi era giovane negli anni 2000 sta soffrendo da oltre un ventennio: una lenta e inesorabile perdita di diritti, stabilità e dignità sul e nel luogo di lavoro.

Il Paese reale è alla canna del gas (e la reazione dei giganti lo dimostra)

Se si guarda oltre la facciata, la fotografia del Paese è impietosa. La rabbia e il disagio che si respirano a Sud - dove curarsi o spostarsi sta diventando un lusso - trovano un riscontro paradossale persino nelle cronache finanziarie degli ultimi giorni.

L’ira sbandierata da istituti bancari e compagnie assicurative di fronte a tassazioni imposte "senza preventiva negoziazione" è la cartina di tornasole della situazione: se persino la politica è costretta a intaccare il blindatissimo asse con i colossi della finanza e del credito, significa che le casse pubbliche e la tenuta sociale sono probabilmente al limite. Il Paese reale non ce la fa più, e persino il palazzo deve fare i conti con l'esaurimento delle risorse.

Verso il corteo di lunedì: la lezione di civiltà dei giovani

A differenza di come spesso vengono dipinte le proteste giovanili, gli studenti della Locride hanno dato una lezione di senso civico. Nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni, stanno formalizzando le richieste di autorizzazione per promuovere un corteo pacifico di protesta, previsto verosimilmente per la giornata di lunedì.

Una manifestazione che si preannuncia partecipata e sentita, ma soprattutto civile. Una voce ferma che parte dalla periferia d'Italia per ricordare a chi sta in alto che la realtà quotidiana è fatta di trasporti costosi o inefficienti, stipendi indeboliti e diritti da difendere. E che i giovani non hanno alcuna intenzione di restare a guardare.

Di seguito due contributi raccolti in Piazza dei Martiri:

Carlotta (Liceo Mazzini)

 

Fabrizio (Liceo Zaleuco)

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