Staiti, l’Abbazia dei Tridetti al centro del convegno sulla Calabria basiliana
L’Abbazia di Santa Maria dei Tridetti, uno dei più importanti gioielli dell’arte bizantina calabrese, ha ospitato il convegno “Calabria Basiliana, dove la natura nutre lo spirito”, promosso dall’Amministrazione comunale di Staiti per approfondire il valore spirituale, storico, culturale e paesaggistico dell’esperienza monastica basiliana.
L’iniziativa, svoltasi venerdì 31 luglio, è stata fortemente voluta dal sindaco Giovanna Pellicanò e dalla presidente del Consiglio di Staiti Rosa Maria Carpentieri, con la consulenza organizzativa dell’architetto Annamaria Delfino.
All’evento hanno aderito gli Ordini provinciali degli Ingegneri, degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dei Dottori Agronomi e Forestali. I rispettivi rappresentanti hanno evidenziato la necessità di tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio artistico e culturale calabrese, con particolare attenzione alle testimonianze lasciate dai monaci basiliani, capaci per secoli di coniugare spiritualità, conoscenza del territorio e rispetto della natura.
Tra gli interventi istituzionali anche quello del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giacomo Crinò, che ha richiamato l’importanza del Cammino Basiliano, un itinerario di circa 1.300 chilometri che attraversa le cinque province calabresi. Crinò ha ribadito il proprio impegno a sostegno dei beni di interesse storico e del complesso sistema monastico che ha lasciato segni profondi nella storia e nell’identità della regione.
Numerosa e attenta la partecipazione del pubblico, composto da studiosi, cultori dell’area grecanica, docenti di lingua greca e appassionati arrivati anche da altri territori.
Padre Nilo Neotherestino, del Monastero di San Giovanni Therestis di Stilo, ha illustrato la figura del monaco nella sua essenza più autentica, soffermandosi sul rapporto con il creato, sulla preghiera, sulla contemplazione e sul silenzioso lavoro svolto nei secoli dai monaci basiliani.
Il professore Daniele Macris, presidente della Comunità Ellenica dello Stretto e conservatore del Museo dei Santi Italo-Greci di Staiti, ha approfondito il modo di vivere dei basiliani e il significato dei simboli e dei colori presenti nelle icone, delle quali i monaci furono maestri e custodi.
Il professore Giuseppe Bombino, presidente del Gal “Area Grecanica”, ha invece accompagnato il pubblico in un percorso tra rocce, caverne e formazioni dell’Aspromonte che offrirono riparo e dimora ai religiosi. Nel corso della relazione è stato evidenziato anche il legame tra numerosi toponimi locali e la lingua greca, ulteriore testimonianza della presenza basiliana nelle montagne calabresi.
La conclusione è stata affidata all’ingegnere Domenico Condelli, consigliere nazionale degli Ingegneri, che ha illustrato le tecniche di conservazione e consolidamento degli edifici storici e archeologici. Attraverso la proiezione di immagini e la presentazione di interventi già realizzati, tra i quali quelli sulla Cattedrale di Gerace, Condelli ha spiegato come sia possibile mettere in sicurezza i manufatti senza alterarne l’identità e la bellezza originaria.
A rendere ancora più suggestiva la serata è stata la musica eseguita con strumenti della tradizione calabrese. Al tramonto, accompagnate dal suono delle cicale, le melodie hanno rievocato il cammino di quei monaci itineranti definiti “cercatori di Dio”.
Dal convegno è emerso un auspicio condiviso: accendere una nuova attenzione sull’Abbazia di Santa Maria dei Tridetti, affinché questo tesoro del periodo bizantino possa essere pienamente tutelato e diventare un punto di riferimento per il turismo artistico, culturale e spirituale dell’intera Calabria.