Fondi emergenziali, Platì non compare tra i Comuni beneficiari

Fondi emergenziali, Platì non compare tra i Comuni beneficiari

Platì – È stata formalmente presentata presso il Protocollo del Comune di Platì un’istanza di accertamento interno, accesso agli atti e diffida ad adempiere in merito alla mancata inclusione dell’ente tra i beneficiari delle Ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 1180 e n. 1181, emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la Calabria a partire dal 18 gennaio 2026.

A fronte dell’inserimento di numerosi Comuni limitrofi – tra cui Careri, Benestare, Bovalino, Bianco, Casignana, Africo, Ardore, Caraffa del Bianco, Samo, Sant’Agata del Bianco, Santa Cristina d’Aspromonte, Varapodio e Molochio – l’assenza di Platì dall’elenco degli enti beneficiari impone, secondo i firmatari dell’iniziativa, un approfondimento sulla correttezza dell’iter amministrativo seguito.

Secondo quanto evidenziato, la deliberazione della Giunta Municipale n. 21 del 28 gennaio 2026, avente ad oggetto la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale, risulta pubblicata all’Albo Pretorio soltanto in data 17 febbraio 2026, a distanza di venti giorni dall’adozione. Un intervallo temporale che potrebbe aver inciso sulla tempestività necessaria per l’accesso ai fondi emergenziali.

L’eventuale mancata o tardiva trasmissione degli atti agli enti sovra-comunali competenti – tra cui la Regione Calabria e il Dipartimento nazionale di Protezione Civile – potrebbe aver comportato la perdita di risorse destinate al ripristino di immobili pubblici e infrastrutture danneggiate, ai ristori per abitazioni private e beni mobili, ai contributi per la delocalizzazione temporanea delle famiglie sfollate e agli indennizzi per le aziende agricole colpite da allagamenti, frane e perdita di produzioni.

Tra le misure potenzialmente compromesse figurano inoltre ristori per i braccianti agricoli impossibilitati a svolgere l’attività lavorativa, contributi straordinari per imprese artigianali e commerciali, sostegni ai liberi professionisti, agevolazioni fiscali e contributive, nonché anticipazioni di liquidità previste dai decreti emergenziali per favorire la ripresa economica.

Qualora tali risorse non fossero state richieste o fossero state attivate oltre i termini utili, si potrebbe configurare un danno economico diretto per la collettività e un possibile danno erariale, con conseguente obbligo di segnalazione alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.

Platì, territorio a forte vocazione agricola, conta numerose aziende del settore primario, braccianti, piccole attività produttive e professionisti che avrebbero diritto a misure concrete di sostegno in caso di calamità. Per questo motivo è stato richiesto un accertamento formale sulle tempistiche di adozione, pubblicazione e trasmissione degli atti, la verifica delle comunicazioni intercorse con gli enti competenti, l’individuazione di eventuali responsabilità amministrative e dirigenziali, nonché la piena ostensione della documentazione relativa alla gestione dell’emergenza.

«La comunità di Platì non può pagare il prezzo di inefficienze o superficialità amministrative. In assenza di risposte chiare e documentate, saranno attivate tutte le azioni necessarie a tutela dell’interesse pubblico», ha dichiarato Rosario Sergi, Consigliere Nazionale del Partito Repubblicano Italiano ed ex sindaco di Platì.

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