“Pressione fiscale e burocrazia: così siamo ripartiti da Tenerife”. La storia di Rocco e Alessia
Rocco Fuda ed Alessia Tuzzo, giovane coppia calabrese, hanno deciso, ad inizio anno, di intraprendere un’avventura editoriale all’estero, soprattutto per la pressione fiscale che si registra in Italia. A distanza di mesi siamo andati a sentire Rocco che con le sue pizze ha conquistato Tenerife per un bilancio di questa prima fase riguardante l’avventura spagnola.
Come nasce la tua passione per il mondo della pizza in primis?
«La mia passione per la pizza nasce con me, da quanto sin da piccolo aiutavo mia mamma a prepararla. Poi mi sono perfezionato nel tempo attraverso gli studi in un’accademia ed ovviamente con la pratica».
Quali sono state le tue esperienze principali?
«In primis ho lavorato per un bar nel quale, dopo tanto studio, abbiamo iniziato a sfornare, riuscendo anche ad ottenere grandi riscontri che mi hanno spinto ad aprire un’attività tutta mia. Ci sono stati tanti sacrifici, “tante sfornate” e tantissime soddisfazioni”».
Cosa ti ha portato a scegliere il trasferimento a Tenerife?
«Sono stati due i motivi principali, una sorta di “protesta” per la pressione fiscale e per la morsa burocratica del nostro paese ed in secondo luogo perché volevo misurarmi in un contesto dove il turismo è presente per tutti i dodici mesi dell’anno. C’è ovviamente, anche, un peso importante sull’idea di far vivere un’esperienza all’estero ai miei figli che così avranno più occasioni da scegliere per il futuro».
Quali sono state le differenze e le similitudini maggiori che hai notato?
«Oltre una burocrazia meno ferrea, direi che la similitudine è il modo di vivere latino, senza dover correre dietro a nulla».
Come mai la scelta di caratterizzare così fortemente il locale con la Calabria?
«Perché è comunque la mia terra ed il locale può diventare una bella cartolina per il mio luogo di nascita. La cucina è tutta caratterizzata dai nostri prodotti intesi sia come materie prime, che come pietanze finali, da noi non mancano la “corte d’assise”, la parmigiana e “pipi e patati”».
Quali sono i progetti nel medio termine?
«Continuare a far bene e continuare nella mia attività imprenditoriale, ma per scaramanzia non entro nei particolari».
L’Italia è un capitolo chiuso?
«Credo che in Italia si debba fare una riflessione seria su come mettere gli imprenditori, specie i piccoli, nelle condizioni migliori possibili per lavorare, altrimenti tanti potrebbero fare come me. Mi manca e mi mancherà tantissimo la mia Locri, ma l’Italia così com’è forse no».