Bovalino, debito da 1,38 milioni. Scontro sulle responsabilità: «Il Comune è con le spalle al muro»
Il Consiglio comunale di Bovalino ha approvato lo scorso 18 luglio, con i voti della maggioranza "Agave" e della minoranza "Bovalino al centro", assente per protesta "SiAmo Bovalino", l'attivazione della procedura di rateizzazione dei carichi contenuti in due intimazioni di pagamento notificate dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'esposizione debitoria residua ammonta a 1.385.846,41 euro e riguarda contributi previdenziali, ritenute fiscali, imposte e relativi accessori. Il Comune ha autorizzato la richiesta di dilazione fino a 120 rate mensili, ritenuta indispensabile per scongiurare procedure esecutive e il possibile pignoramento delle disponibilità finanziarie dell'Ente.
Ma il vero terreno di scontro non è stato l'aspetto tecnico del provvedimento, quanto la responsabilità politica nella formazione del debito. La maggioranza sostiene che una parte delle posizioni abbia origini risalenti, sia riconducibile a pregresse annualità o riguardi carichi già trasmessi all'Organismo straordinario di liquidazione. Di tutt'altro avviso la capogruppo di Bovalino al Centro, Daniela Piscioneri, secondo la quale la quota quantitativamente più rilevante dell'esposizione residua riguarda debiti riferiti agli anni dal 2017 in avanti, periodo coincidente con la permanenza dell'attuale maggioranza alla guida del Comune.
Ad aprire la discussione è stata l'assessore al Bilancio Maddalena Dattilo, che ha illustrato la relazione tecnica predisposta dagli uffici. «L'Ente è destinatario, a seguito di notifica da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, di due intimazioni di pagamento», si legge nel documento, nel quale viene ricostruita l'attività svolta per verificare la reale consistenza delle somme richieste.
La relazione evidenzia che l'Amministrazione ha incaricato gli uffici di effettuare «una ricognizione completa di eventuali altre posizioni debitorie a cui è esposto l'Ente», con l'obiettivo di verificarne consistenza, natura e possibilità di accesso a strumenti di definizione o rateizzazione. Il lavoro ha consentito di distinguere «i carichi tuttora effettivamente dovuti da quelli non più coerenti con le risultanze dell'Ente», procedendo a sgravi, rettifiche e riallineamenti amministrativo-contabili.
Secondo l'assessore, il piano di dilazione rappresenta la soluzione più sostenibile. «La rateizzazione consentirebbe una gestione del debito entro un percorso di pagamento ordinato, sostenibile e coerente con le esigenze di salvaguardia degli equilibri finanziari dell'Ente, prevenendo procedure esecutive che potrebbero aggravarne ulteriormente la posizione». Da qui la richiesta di accedere al numero massimo di rate consentito, pari a 120 mensilità, per «mettersi in regola secondo una tempistica più flessibile» e garantire la continuità dell'azione amministrativa.
La ricostruzione della maggioranza è stata però duramente contestata dalla capogruppo di opposizione, che ha letto una propria relazione in aula.
«Prendiamo atto oggi di una delibera che definire drammatica è un eufemismo», ha esordito Piscioneri. «Siamo chiamati ad approvare la definizione rateale di un debito importante, pari a 1.385.846,41 euro».
L'esponente di Bovalino al Centro ha contestato la tesi secondo cui il peso maggiore delle passività sarebbe riconducibile a gestioni precedenti. «Gli anni di riferimento dei debiti vanno dal 2017 al 2025, quindi non possono essere eredità di amministrazioni precedenti, dal momento che l'attuale maggioranza governa Bovalino proprio dal 2017».
Piscioneri ha poi richiamato la composizione del debito, sottolineando come una parte consistente riguardi contributi INPS e ritenute IRPEF.
«Non pagare i contributi INPS significa mettere a rischio i diritti previdenziali dei dipendenti; non versare le ritenute IRPEF significa aver trattenuto somme che non appartengono al Comune», ha affermato, chiedendosi come sia stato possibile accumulare un'esposizione di tale entità.
Da qui l'interrogativo rivolto all'Amministrazione: «Come è stato possibile accumulare una tale cifra in tasse e contributi non versati?». Secondo la consigliera, il costo del personale avrebbe dovuto essere programmato comprendendo non soltanto gli stipendi, ma anche tutti gli oneri fiscali e previdenziali.
Il passaggio più duro arriva nelle conclusioni del suo intervento. «Errore di quantificazione? Errore di valutazione? Non so dare una risposta. La verità è che il Comune di Bovalino è con le spalle al muro».
Nonostante le pesanti critiche, la minoranza ha votato a favore del provvedimento. Una scelta motivata dalla necessità di evitare conseguenze ancora più gravi per l'Ente. «Votiamo questo atto per responsabilità, perché un'intimazione di pagamento non definita porterebbe al pignoramento presso terzi delle disponibilità finanziarie del Comune e quindi al completo blocco della macchina amministrativa».
Il provvedimento è stato così approvato all'unanimità. Resta però aperto il confronto politico sull'origine del debito: da una parte la maggioranza richiama una situazione debitoria stratificatasi nel tempo e solo in parte riconducibile all'attuale gestione; dall'altra l'opposizione sostiene che la parte più consistente dell'esposizione oggi da rateizzare si sia formata proprio negli anni in cui l'attuale amministrazione è stata alla guida del Comune.