’Ndrangheta: latitante estradato dalla Turchia, arriva a Roma
È giunto nel pomeriggio di oggi all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino Luciano Camporesi, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca. L’uomo era sfuggito il 5 dicembre 2018 all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti nell’ambito dell’operazione “Pollino – European ’ndrangheta connection”, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, all’interno di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le ramificazioni della ’ndrangheta in Europa nord-occidentale e in Sud America.
Ad attenderlo sul suolo italiano vi erano gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria.
Le indagini, condotte dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile, avevano permesso di ricostruire un articolato quadro di attività criminali poste in essere, in Italia e all’estero, da esponenti di primo piano delle cosche di ’ndrangheta della Locride, in particolare delle famiglie Pelle-Vottari, Romeo e Strangio.
L’inchiesta si è concentrata sull’operatività di un’associazione mafiosa dedita al traffico internazionale di droga e di armi, nonché al riciclaggio e all’autoriciclaggio di ingenti capitali. Le investigazioni hanno fatto emergere le infiltrazioni del sodalizio criminale in Germania, Belgio e Paesi Bassi, consentendo di smantellare una solida rete di fiduciari, strutturata anche grazie al supporto di cittadini stranieri, destinatari di misure restrittive emesse dalle autorità giudiziarie dei Paesi coinvolti.
In questo complesso scenario internazionale, Camporesi è stato individuato come un nodo strategico tra i vertici delle ’ndrine di San Luca, con i quali partecipava a riservati summit mafiosi, e i fornitori sudamericani di hashish e cocaina. L’uomo poteva contare su una rete di relazioni in grado di garantire il trasporto degli stupefacenti sia attraverso navi commerciali sia tramite un’imbarcazione privata capace di coprire rotte transoceaniche.
Proprio in considerazione dei suoi collegamenti all’estero, le ricerche erano state estese fin da subito a livello internazionale, nell’ambito del progetto I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Localizzato nella regione del Bosforo già nel 2021, Camporesi è stato arrestato dalle autorità turche nel novembre 2022 per possesso e utilizzo di documenti falsi, scontando un periodo di detenzione in Turchia prima della recente scarcerazione.
L’espulsione dal territorio turco, resa possibile grazie all’azione degli Esperti per la Sicurezza e l’Immigrazione operanti in Turchia e al coordinamento del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia nell’ambito del progetto I-CAN, fa seguito alla condanna in primo grado pronunciata nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri, che ha inflitto a Camporesi una pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti e numerosi episodi di detenzione di droga.
Si ricorda che l’imputato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva di condanna.