Bovalino, debito energia elettrica da 1 milione di euro. SiAmo Bovalino "è un debito fuori bilancio, c'è anche il danno erariale"
L'ultimo consiglio comunale ha presentato ai cittadini di Bovalino un conto salato dell'energia elettrica: circa un milione di euro per i costi dell’energia presentati come passività pregressa. La somma, oggetto di una transazione con BFF Bank S.p.A., è stata rateizzata in quattro tranche con l’obiettivo di chiudere un contenzioso che si trascinava da tempo e che, nel corso degli anni, ha fatto lievitare i costi a carico dell’ente. È quanto emerso durante l’ultimo Consiglio comunale, tenutosi l’11 maggio, nel corso del quale il sindaco Vincenzo Maesano ha illustrato la situazione, rassicurando i cittadini e parlando di una situazione “ordinaria” sotto il profilo contabile. «Non stiamo parlando di una situazione fuori controllo o di un dissesto imprevisto – ha dichiarato il primo cittadino –. Si tratta di procedure di normalizzazione contabile che riguardano molti enti locali. Riconoscere questi debiti oggi significa regolarizzare fatture rimaste in sospeso: un atto dovuto e di ordinaria responsabilità per garantire che la macchina amministrativa continui a operare su basi solide e trasparenti». Il sindaco ha poi sottolineato come l’aumento dei costi sia stato aggravato dalla crisi energetica internazionale: «Gli aumenti esponenziali derivanti dalla crisi energetica e dalle tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina hanno pesato come un macigno sui bilanci delle famiglie e, di riflesso, su quelli dei Comuni. Molti dei costi che oggi andiamo a transare risentono proprio di quel periodo, in cui i prezzi delle materie prime sono schizzati alle stelle, rendendo ancora più oneroso il saldo delle forniture». L’ente dovrà quindi saldare il debito in quattro rate: 100 mila euro entro la fine di maggio, 300 mila euro entro luglio, altri 300 mila euro entro luglio 2027 e i restanti 300 mila euro entro luglio 2028. La versione di Maesano non ha però convinto il gruppo consiliare "SiAmo Bovalino" che nella tarda serata ha diramato il seguente comunicato.
In relazione alle dichiarazioni rese dal Sindaco Maesano nel corso dell’ultimo Consiglio comunale e ai contenuti della relazione illustrativa allegata alla deliberazione consiliare n. 17/2026, il gruppo consiliare SiAmo Bovalino ritiene necessario riportare il confronto sul piano dei dati contabili ufficiali e degli atti amministrativi, al fine di evitare ricostruzioni fuorvianti rispetto alle reali cause che hanno determinato l’attuale, grave esposizione debitoria del Comune di Bovalino, pari a oltre 1 milione di euro, per le forniture pregresse di energia elettrica. Dall’analisi della documentazione acquisita emerge infatti un quadro radicalmente diverso rispetto a quello rappresentato in Consiglio comunale. Il capitolo 7420 del bilancio comunale, relativo al “Consumo energia elettrica pubblica illuminazione”, costituisce il principale indicatore della gestione della spesa energetica dell’ente. L’andamento degli stanziamenti di competenza dal 2017 al 2026 evidenzia una progressiva inspiegabile riduzione delle somme allocate in bilancio fino al 2022, dovuta probabilmente a una sottostima necessaria per fare “quadrare i conti”, seguita da un improvviso incremento a partire dall’anno 2023:
- 2017: € 190.000
- 2018: € 179.269 (-5,65%)
- 2019: € 85.000 (-52,59%)
- 2020: € 70.000 (-17,65%)
- 2021: € 45.077 (-35,60%)
- 2022: € 46.254 (+2,61%)
- 2023: € 500.000 (+980,99%)
- 2024: € 600.000 (+20,00%)
- 2025: € 587.000 (-2,17%)
- 2026: € 595.000 (+1,37%)
Tali dati risultano incompatibili con la tesi sostenuta in Consiglio comunale dal Sindaco Maesano, secondo cui il debito sarebbe stato determinato principalmente dalla crisi energetica europea conseguente alla guerra in Ucraina e dall’aumento dei prezzi registrato nel 2022.
La riduzione strutturale e ingiustificata degli stanziamenti inizia infatti già nel 2018, l’anno successivo al dissesto, ben quattro anni prima del conflitto in Ucraina e dell’impennata dei costi energetici internazionali richiamata nella relazione. I tagli più rilevanti si registrano nel 2019 (-52,59%), nel 2020 (-17,65%) e nel 2021 (-35,60%), evidenziando una scelta gestionale reiterata nel tempo e non riconducibile a eventi straordinari sopravvenuti solo nel 2022.
Particolarmente significativo appare inoltre quanto avvenuto proprio nell’anno 2022. Con deliberazione del Consiglio comunale n. 55/2022, l’attuale amministrazione ha infatti riconosciuto, dopo un lungo iter burocratico, un ulteriore debito fuori bilancio di 228 mila euro, necessario per chiudere una transazione di circa 300 mila euro relativa a fatture energetiche insolute degli anni 2019-2021, per un importo complessivo superiore a 530 mila euro, prendendo formalmente atto — anche sulla base delle relazioni degli uffici competenti — dell’insufficienza degli stanziamenti previsti nei bilanci precedenti.
Nonostante tale situazione di sottostima dei capitoli di bilancio fosse quindi pienamente conosciuta e formalmente accertata già dagli anni precedenti, nel bilancio 2022 lo stanziamento del capitolo relativo alla pubblica illuminazione è stato sostanzialmente mantenuto invariato a soli 46.254 euro, determinando la formazione di un ulteriore e consistente debito rispetto al reale fabbisogno del servizio.
La conferma più evidente della sottostima strutturale delle previsioni di spesa emerge dal bilancio 2023, quando lo stanziamento per la pubblica illuminazione viene improvvisamente incrementato a 500 mila euro, con un aumento del 980,99% rispetto all’anno precedente.
Un dato che appare difficilmente conciliabile con la ricostruzione contenuta nella relazione del Sindaco. Se infatti l’aumento fosse stato determinato esclusivamente dal rincaro energetico del +110,5% richiamato nella stessa relazione, lo stanziamento avrebbe dovuto attestarsi intorno a € 97.000. L’incremento a mezzo milione di euro rappresenta invece il riconoscimento tardivo del reale fabbisogno storico del servizio, evidentemente non adeguatamente previsto negli stanziamenti degli esercizi precedenti, frutto di una previsione approssimativa, in palese violazione dei principi di veridicità e attendibilità del bilancio.
Risulta altresì fuorviante il riferimento contenuto nella relazione alla presunta “carenza atavica” degli stanziamenti ereditata dalle amministrazioni precedenti. I dati di bilancio evidenziano infatti che nel 2017 — primo anno dell’amministrazione Maesano — lo stanziamento ammontava a € 190.000, mentre la drastica riduzione delle somme allocate nei capitoli di bilancio si registra negli anni successivi, tutti riconducibili alla gestione amministrativa AGAVE attualmente in carica.
Ulteriori profili di criticità emergono inoltre con riferimento alla qualificazione contabile dell’operazione. L’amministrazione continua infatti a definire l’attuale esposizione debitoria come “passività pregressa” e come situazione “ordinaria sotto il profilo contabile”. Tuttavia, la Corte dei Conti — Sezione regionale di controllo per la Calabria — con deliberazione n. 76 del 4 giugno 2025, resa proprio a seguito di richiesta formulata dal Sindaco del Comune di Bovalino, ha chiarito che la mancata liquidazione di spese per insufficienza degli stanziamenti configura un debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 del TUEL. La stessa Corte ha inoltre precisato che il ricorso a strumenti transattivi non può essere utilizzato per ritardare o occultare l’emersione di passività maturate nel tempo, richiamando il rispetto dei principi di veridicità, attendibilità e corretta rappresentazione contabile.
La fattispecie in questione, peraltro, era già stata correttamente qualificata come debito fuori bilancio dalla deliberazione consiliare n. 55/2022 relativa a situazioni analoghe per forniture energetiche degli anni precedenti dal 2019 al 2021. Due pesi e due misure, quindi, sulla stessa tipologia di debito.
L’attuale debito verso i fornitori di energia elettrica ammontava originariamente a circa € 660.000 di sorte capitale. A seguito del mancato pagamento nei termini previsti, tale importo è progressivamente lievitato fino a € 1.179.166,21 per effetto di interessi moratori, interessi anatocistici e spese legali.
Il Revisore dei Conti, nel verbale n. 75 del 30 aprile 2026, ha definito tale situazione un “consistente danno economico per l’Ente”, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza in ordine all’accertamento delle eventuali responsabilità per danno erariale.
Rispetto ai fatti sopra rappresentati colpisce sinceramente lo sdegno suscitato da una nostra riflessione in Consiglio comunale che riguardava esclusivamente il piano della responsabilità istituzionale e della “consapevolezza” amministrativa. Nessuno di noi ha mai inteso mettere in discussione l’intelligenza personale dei consiglieri di maggioranza. Al contrario, proprio perché riconosciamo il ruolo e la responsabilità che ciascun consigliere assume verso la comunità, riteniamo legittimo domandarsi se, su atti tanto delicati, vi sia piena conoscenza dei fatti, delle conseguenze contabili e dei possibili profili di responsabilità richiamati persino dalla Corte dei Conti nella risposta fornita al Comune di Bovalino. Il voto di un consigliere comunale non è un atto meramente formale, ma una scelta che produce effetti concreti sull’ente, sui cittadini e, in determinati casi, anche sulla responsabilità personale di chi quel voto lo esprime. Ed è proprio la consapevolezza di questa responsabilità che dovrebbe indurre tutti, maggioranza e minoranza, ad affrontare simili vicende con maggiore serenità, approfondimento e senso delle istituzioni, anziché con indignazioni difficilmente comprensibili.
La transazione approvata dall’Amministrazione Maesano prevede infine il pagamento complessivo di € 1.013.171,74 mediante il seguente piano di rateizzazione:
- € 100.000 entro il 30/05/2026
- € 309.016,82 entro il 29/07/2026
- € 302.077,47 entro il 29/07/2027
- € 302.077,45 entro il 29/07/2028
Considerato che il mandato amministrativo dell’attuale maggioranza scadrà nel giugno 2027, le ultime due rate — pari complessivamente a € 604.154,92, corrispondenti a circa il 60% dell’intero importo dovuto — ricadranno integralmente sulle future amministrazioni comunali, che dovranno farsi carico di un pesantissimo fardello. Su tale grave vicenda il gruppo consiliare SiAmo Bovalino preannuncia una conferenza stampa che si terrà nei prossimi giorni, al termine delle attività di verifica tuttora in corso, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo e nell’esclusivo interesse della trasparenza amministrativa e della corretta informazione nei confronti della cittadinanza.
Gruppo consiliare SiAmo Bovalino
I Consiglieri comunali
Bruno Squillaci
Giovanni Giorgi
Teresa Parisi