Di Furia: «Interventi strutturali in corso e carenza di personale da anni»

Di Furia: «Interventi strutturali in corso e carenza di personale da anni»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dichiarazioni di Lucia Di Furia, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, rivolte ai cittadini attraverso una lettera aperta.

Di seguito il testo integrale, così come diffuso.

«Mi rivolgo direttamente ai cittadini della provincia di Reggio Calabria, cosa che non faccio frequentemente se non in occasione di momenti formali di rendicontazione delle attività aziendali, come l’adozione dei bilanci.

Con questa lettera aperta desidero condividere alcune riflessioni e chiarire taluni aspetti critici emersi da notizie circolate sui social network e riprese da alcuni organi di stampa.

È noto che la sanità è spesso al centro dell’attenzione mediatica e, purtroppo, quasi sempre per fatti negativi. Eppure, la sanità reggina ha registrato un miglioramento significativo dal 2022 ad oggi, in controtendenza rispetto ad altre realtà regionali e nazionali (come evidenziato anche da fonti ufficiali, tra cui Agenas).

Questo non significa che non permangano difficoltà e criticità, alcune delle quali di complessa risoluzione, che rendono ancora impegnativo garantire un’assistenza sanitaria pienamente adeguata ai cittadini.

L’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha realizzato numerosi interventi infrastrutturali di grande rilievo e molti altri sono attualmente in corso: dai Pronto Soccorso delle sedi DEA di primo livello di Polistena e Locri, alle sale operatorie, alle sale parto e ad altri interventi già programmati.

Sono state inoltre colmate storiche carenze strumentali e avviati importanti processi di informatizzazione dei reparti: dove prima mancavano persino i computer, oggi si parla concretamente di telemedicina.

Il nodo più critico resta, tuttavia, il reperimento di personale sanitario, nonostante i numerosi concorsi banditi e l’utilizzo di tutte le modalità di reclutamento consentite dalla normativa vigente. I cittadini sanno bene che il ricorso ai medici cubani o ai colleghi in quiescenza rappresenta un tentativo necessario per arginare una carenza che, nel nostro territorio, è particolarmente grave a causa di anni di mancata programmazione.

Le difficoltà, è bene ribadirlo, non nascono oggi e non riguardano solo la Calabria: la carenza di professionisti è il risultato di scelte e programmazioni errate susseguitesi nel tempo a livello nazionale.

Desidero rassicurare i cittadini che la Direzione aziendale e tutti gli uffici competenti sono pienamente consapevoli delle criticità che, di volta in volta, si manifestano nei diversi reparti e intervengono nel rispetto delle norme nazionali e regionali.

Emblematica, in tal senso, è l’ultima legge approvata dal Consiglio regionale della Calabria e immediatamente applicata dall’Asp, che ha consentito il rientro in servizio dei medici in quiescenza, i quali in questi giorni stanno garantendo turni che altrimenti sarebbero rimasti scoperti.

Ho sempre intrattenuto un rapporto di collaborazione e stima con le associazioni di volontariato, il cui ruolo considero fondamentale. Esse svolgono un lavoro prezioso nel segnalare criticità e proporre soluzioni. Esistono esempi virtuosi, come l’associazione Comunità Competente, che mantiene un’interlocuzione costante, costruttiva e mai sterile con la Direzione.

Purtroppo, altre associazioni sembrano oggi più orientate, mi si consenta il termine, a una sorta di “campagna elettorale”: invece di chiedere incontri per un confronto diretto, preferiscono ricorrere alla stampa con titoli ad effetto, contribuendo a peggiorare la percezione che i cittadini hanno della sanità.

Dichiarare sui giornali che da mesi non vi sarebbe un direttore di struttura complessa o che nessuno garantirebbe le cure in determinati reparti è, semplicemente, falso.»

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