Stefano Archinà:"Per Siderno 2030 la coesione sociale è fondamentale". Le parole del consigliere Comunale del gruppo della cittadina jonica
Stefano, da quando "Siderno 2030" è sorto, è un suo rilevante esponente tant’è che nelle comunali del 2021 con questo simbolo fu il candidato a sindaco e sfiorò anche l’approdo al ballottaggio; al primo turno, infatti, ottenne più del 21% delle preferenze.
Recentemente, nel movimento tante novità: un nuovo direttivo e la designazione di Sorace quale presidente. Di questo e di altro, puoi/vuoi dirci qualcosa di più?
‹‹Come dovrebbe avvenire in tutte le associazioni, abbiamo provveduto a rinnovare gli organi sociali ed il neo consiglio direttivo ha eletto Domenico Sorace, attuale capogruppo in consiglio comunale, nuovo presidente. Del direttivo, gli altri membri sono: Vincenzo Gerasolo che è il vicepresidente, Emilia Cordì che svolge il ruolo di segretaria, Paola Albanese è la consigliera, mentre Antonio Commisso è il tesoriere. Così come in passato, questi lavoreranno in sinergia con il gruppo consiliare››.
Nelle amministrative del 2021, "Siderno 2030" ha ottenuto buoni risultati. Nella prossima non distante tornata elettorale, quali sono i vostri auspici e quali gli obiettivi? Personalmente, ti ricandiderai?
‹‹Effettivamente, nonostante il poco tempo a disposizione durante la campagna elettorale del 2021, "Siderno 2030", con l’unica lista presentata, ha ottenuto un risultato importante. Purtroppo, a distanza di oltre quattro anni dall’insediamento dell’attuale maggioranza, continuiamo a registrare alcune criticità che non hanno consentito un salto di qualità della nostra città. Tralasciando infatti l’ordinaria amministrazione, enfatizzata dai messaggi social da parte del PD locale e dalla sindaca, le aspettative della nostra comunità erano altre. Avevamo immaginato un miglioramento del tessuto sociale, anche attraverso nuove dinamiche istituzionali, economiche, culturali e sportive, che non vi è stato. Sotto l’aspetto istituzionale, poi, è stata fallimentare l’attività di una maggioranza che non ha mai perseguito un miglioramento delle relazioni con le minoranze presenti in consiglio comunale: assenza di fiducia e mancata inclusione sui grandi temi che riguardavano e riguardano il futuro di Siderno. Il superamento di queste criticità saranno i nostri obiettivi. In questi quattro anni, ci siamo sempre impegnati a fare la nostra parte per garantire un vero confronto con coloro che hanno a cuore il futuro della nostra città, senza essere condizionati da candidature››.
Se voi foste maggioranza, prioritariamente su cosa agireste? Attualmente, secondo te, quali sono le primarie necessità della cittadina?
‹‹Se noi fossimo maggioranza presteremmo massima attenzione sulla necessità di incoraggiare e garantire una maggiore coesione sociale. In questi ultimi anni, spesso, è stata notevole la distanza tra i cittadini e le istituzioni. La contrapposizione permanente ha sostituito sia il dialogo che il confronto, con chiare responsabilità di chi ha il governo della città. Essere maggioranza significa farsi carico di rappresentare tutta la comunità e anche coloro che per diversi motivi esprimono alcune differenze rispetto alle scelte amministrative e politiche dell’attuale governance; noi avremmo agito proprio in questa direzione anziché arroccarsi come loro hanno quasi sempre fatto››.
Capitolo lungomare. Qual è la vostra idea di waterfront? In sostanza, riconoscendo che non è semplice, quale potrebbe essere la soluzione per evitare in futuro nuovi danni?
‹‹Di fronte all’ennesimo disastro, non ci si può più esimere dall’avere il coraggio di cambiare il volto del nostro lungomare. Lo si deve fare, certamente, impostando prima una riflessione attenta sul modo più idoneo di rapportarsi col mare e ribadendo con forza la necessità di dare priorità al ripascimento dei litorali. Riteniamo inoltre che in questo momento sia fondamentale affiancare, a tutto ciò, la ricerca di soluzioni per la riduzione del rischio idrogeologico e la programmazione degli interventi necessari per stabilizzare l’apporto di sabbia dai nostri torrenti alla spiaggia. Abbiamo ascoltato attentamente gli esperti che dopo il ciclone sono venuti a Siderno, loro hanno spiegato le ragioni che hanno portato nuovamente al crollo del lungomare e li abbiamo sentiti concludere che la soluzione più verosimile è ancora una volta la realizzazione di una struttura rigida. Ebbene, pur consapevoli di ciò, riteniamo che ricostruire il muro non significhi necessariamente rinunciare all’idea di un lungomare green e ad una Siderno protagonista di una vera e propria rivoluzione verde. Sostituire asfalto e traffico con passeggiate pedonali, aree verdi e piste ciclabili è un sogno realizzabile a cui va affiancato però un ripensamento complessivo della mobilità cittadina. Occorre infatti ripensare e ridisegnare la viabilità urbana carrabile, strutturare finalmente quella ciclabile, trovare soluzioni per le aree a parcheggio, garantire in maniera “civile” l’accesso al mare oltre che al lungomare, integrando così maggiormente l’abitato con il litorale. È in quest’ottica che diviene fondamentale la concertazione con RFI. Solo strutturando meglio la viabilità a monte sarà possibile ipotizzare un arretramento del muro e/o anche un nuovo modo per risolvere il punto di contatto tra il lungomare e la spiaggia. Usciti dalla fase emergenziale (speriamo al più presto), occorre impostare un ragionamento di lunga durata che riteniamo debba partire dall’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico che coinvolga esperti del settore, università, ordini professionali, istituzioni e soprattutto tutti gli amministratori dei comuni della Locride, questo al fine di definire strategie condivise e sostenibili per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione di tutto il territorio costiero››.