Frana nel centro di Stilo: salvo il bilancio, ma cresce la preoccupazione

Frana nel centro di Stilo: salvo il bilancio, ma cresce la preoccupazione

L’ennesimo episodio di dissesto idrogeologico registrato a Stilo riaccende i riflettori su un territorio sempre più fragile. Nella mattinata odierna, una frana ha interessato il centro abitato, dove ha ceduto un costone nei pressi di un convento, provocando il crollo di materiale su un terrapieno a ridosso di un’abitazione.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Monasterace, supportati dal gruppo movimento terra e da una squadra Usar (Urban Search and Rescue) giunta da Reggio Calabria, specializzata nella ricerca e nel soccorso in scenari complessi come frane e crolli. Le operazioni si sono concluse con esito positivo: nessuna persona è rimasta coinvolta, confermando le prime ipotesi emerse già nelle ore successive all’evento. Anche gli abitanti della zona non hanno segnalato dispersi.

Nonostante il sollievo per l’assenza di vittime, l’episodio rappresenta solo l’ultimo campanello d’allarme di una situazione ben più ampia e preoccupante. A denunciarlo sono la Fillea CGIL Calabria e la Fillea CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria, che parlano apertamente di “territorio al collasso” lungo tutta la fascia ionica reggina.

Nella nota firmata dai segretari generali Simone Celebre e Endrio Minervino emerge un quadro segnato da criticità strutturali mai affrontate in modo sistemico. Sotto accusa, in particolare, le condizioni della ex strada statale 110, arteria fondamentale per i collegamenti con la costa ionica, spesso invasa da fango e detriti dopo ogni pioggia.

Una situazione che si ripete ciclicamente anche nelle periferie di Stilo, dove ogni anno numerosi cittadini restano isolati nelle proprie case a causa di smottamenti e allagamenti.

“I calabresi sono stanchi di vivere nel terrore”, affermano i rappresentanti sindacali, evidenziando come la frequenza di frane e inondazioni sia la prova evidente di una fragilità territoriale aggravata da anni di mancata programmazione e assenza di manutenzione.

Secondo la Fillea Cgil, l’attuale gestione dell’emergenza non è più sostenibile: manca una visione strategica capace di prevenire i rischi e garantire la sicurezza dei cittadini. Per questo viene chiesto con forza un piano organico di risanamento del territorio, che utilizzi tutte le risorse disponibili in modo efficace e trasparente.

Fondamentale, inoltre, l’apertura di un confronto reale tra istituzioni e parti sociali per definire le priorità e monitorare gli interventi di messa in sicurezza.

“Vivere in sicurezza è un diritto fondamentale – concludono Celebre e Minervino –. Non accetteremo più ritardi: il territorio sta scomparendo sotto fango e pietre e le istituzioni devono intervenire prima che sia troppo tardi”.

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