Bovalino : Cantiere senza fine, sul lungomare scatta l’ultimatum

Bovalino : Cantiere senza fine, sul lungomare scatta l’ultimatum

Il lungomare San Francesco torna al centro dell’attenzione pubblica dopo l’ennesimo rinvio dei lavori, il quinto, ufficializzato con la determina dell’8 aprile firmata dal dirigente Antonio Ficara. Il provvedimento concede alla COLGEMA GROUP SRL di Avellino un’ulteriore proroga per il completamento dell’opera.

La richiesta di differimento era stata avanzata dalla ditta lo scorso 30 marzo per una durata di trenta giorni. Tale termine è stato successivamente ridimensionato: prima a ventiquattro giorni dal direttore dei lavori e infine a venti giorni dall’Ufficio Tecnico, che ha ritenuto “solo parzialmente fondate” le motivazioni presentate dall’appaltatore. Alla base della richiesta, le condizioni meteorologiche avverse che, secondo l’impresa, avrebbero inciso ulteriormente sul rallentamento del cantiere.

Che la precedente scadenza, fissata al 31 marzo, non fosse sufficiente per completare i lavori era già evidente dallo stato di avanzamento dell’opera. In pochi, infatti, ritenevano realistico il rispetto dei tempi, tanto che ora l’Ufficio Tecnico sembra adottare una linea più rigida. È stato infatti stabilito un nuovo termine ultimo per il 21 aprile 2026, oltre il quale scatteranno le penali contrattuali per ogni giorno di ritardo.

Nonostante ci si trovi ormai nella fase finale, tra i cittadini cresce lo scetticismo, accompagnato da una diffusa delusione. A farsi portavoce delle critiche è anche il gruppo consiliare di opposizione “SiAmo Bovalino”, che in una nota dai toni decisi mette in discussione non solo i tempi, ma anche la qualità complessiva dell’intervento dopo anni di attesa.

“Parliamo di un tratto di poco più di 100 metri, danneggiato da una mareggiata nel 2019, per il quale è stato ottenuto nel 2021 un finanziamento di circa 2 milioni di euro, a cui si aggiungono i costi di progettazione. Oggi, ad aprile 2026, registriamo l’ennesima proroga, motivata in modo del tutto inadeguato rispetto a un ritardo ormai strutturale, dopo oltre 27 mesi dall’avvio del cantiere e numerose varianti in corso d’opera”.

Secondo il gruppo, i numeri parlano chiaro: lavori consegnati a fine 2023, modifiche progettuali con un aumento significativo dei costi — pari a un incremento del 36,21%, da 1.136.649 euro a 1.548.259,75 euro —, continui slittamenti delle scadenze, un sequestro temporaneo del cantiere e, da ultimo, una nuova proroga giustificata genericamente dal maltempo.

“Un quadro — prosegue la nota — che evidenzia criticità non solo nei tempi, ma anche nella gestione tecnico-amministrativa dell’intervento: incongruenze nei riferimenti, richieste di proroga presentate a ridosso delle scadenze, motivazioni poco dettagliate e una gestione del cronoprogramma tutt’altro che rigorosa”.

Non mancano, infine, dubbi anche sul piano tecnico. Le soluzioni progettuali adottate e i materiali utilizzati, sottolinea l’opposizione, meriterebbero ulteriori approfondimenti, soprattutto considerando la particolare esposizione dell’area costiera interessata dall’intervento.

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