Bovalino esclusa dal nuovo Intercity per Roma, quattro associazioni chiedono a Trenitalia di rivedere le fermate
L’esclusione della stazione di Bovalino dalle fermate del nuovo collegamento estivo Intercity tra Reggio Calabria e Roma finisce al centro di una richiesta formale indirizzata a Trenitalia e alle istituzioni regionali e locali.
A firmare la nota sono Pro Loco Bovalino Aps, Orizzonte7 Aps, Associazione 5D e Andareinporto, che hanno scritto a Trenitalia, al presidente della Regione Calabria, ad ArtCal, all’assessorato regionale ai Trasporti, al sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria e al sindaco di Bovalino.
La richiesta riguarda gli Intercity IC95418 e IC95423, inseriti nel nuovo collegamento estivo tra Reggio Calabria e Roma lungo la linea ionica. Un servizio che le associazioni giudicano positivamente, ma rispetto al quale chiedono di conoscere le ragioni che hanno portato a non prevedere una fermata nella stazione bovalinese, soprattutto durante questa prima fase sperimentale.
Il punto centrale della loro osservazione è il bacino potenziale di utenza. Le associazioni hanno infatti raccolto i dati demografici dei comuni che potrebbero gravitare sulla stazione di Bovalino: oltre agli 8.814 residenti del centro, vengono considerati Benestare, Careri, San Luca, Platì, Ardore, Ciminà, Bianco, Caraffa del Bianco, Casignana, Samo, Sant’Agata del Bianco e Africo.
Nel complesso si arriva, secondo i dati riportati nella nota, a 36.966 abitanti. Un numero che, per i firmatari, dovrebbe essere tenuto in considerazione nella definizione delle fermate del collegamento, anche alla luce di una popolazione complessiva della Locride indicata in circa 125 mila abitanti.
«Non si comprende perché sia stato escluso Bovalino proprio in questa fase di test», osservano le associazioni, secondo le quali sarebbe stata sufficiente una diversa lettura dei dati per valutare il ruolo della stazione come punto di riferimento per un’ampia fascia del territorio.
Nella lettera viene inoltre evidenziato che le attuali tracce ferroviarie sarebbero sufficientemente ampie da consentire la fermata senza aumentare i tempi di percorrenza. Le associazioni segnalano anche che l’IC95418 effettuerebbe già a Bovalino una sosta di alcuni minuti per motivi tecnici, senza però consentire il servizio passeggeri.
Un altro elemento richiamato riguarda gli Intercity diretti o provenienti dalla Puglia, per i quali la fermata di Bovalino è già prevista. Un precedente che, secondo i firmatari, dimostrerebbe come la stazione possa svolgere una funzione significativa all’interno dei collegamenti a lunga percorrenza.
La nota pone poi l’accento sulla distribuzione geografica delle fermate lungo la Locride: nella parte settentrionale del territorio ve ne sarebbero quattro consecutive a pochi chilometri di distanza, mentre la zona meridionale risulterebbe priva di fermate per il nuovo collegamento.
Le associazioni fanno riferimento anche alle prime informazioni sull’utilizzo del servizio, sostenendo che il nuovo Intercity avrebbe nella Locride un tasso di riempimento iniziale inferiore al 10%. Qualora il dato fosse confermato, osservano, l’inserimento di Bovalino potrebbe contribuire ad ampliare il numero dei potenziali passeggeri e a rendere maggiormente sostenibile il collegamento.
Da qui la richiesta rivolta a Trenitalia e agli enti interessati: conoscere le motivazioni dell’esclusione e rivalutare la possibilità di inserire Bovalino tra le fermate, almeno durante la fase sperimentale del servizio.
Una questione che le quattro associazioni ritengono meritevole di attenzione non soltanto nell’interesse della cittadina, ma più in generale per migliorare la mobilità della Locride meridionale e i suoi collegamenti con il resto della Calabria e con Roma.