In Calabria arriva Uber: attivo da giugno il servizio

In Calabria arriva Uber: attivo da giugno il servizio

L’intesa con il colosso statunitense dopo la travagliata vicenda delle licenze NCC contestate dal governo.

Dall’aeroporto al centro città. A poche ore di distanza dalla partenza dei primi voli della compagnia low cost irlandese Ryanair da e per l’Aeroporto di Reggio Calabria, prevista per domani, il Presidente Occhiuto annuncia su Facebook l’attivazione del servizio Uber per il territorio regionale.

Sebbene non siano ancora noti i dettagli, in un video pubblicato ieri su Facebook Occhiuto racconta: «sono qui a Roma nella sede della Regione Calabria, dove ho appena incontrato Tony West, il vicepresidente globale di Uber. Ci ha confermato che da qui a qualche settimana, lo diciamo, da giugno, ci sarà Uber in Calabria. Ci ha fatto i complimenti perché la Calabria è diventata anche per Uber un “pilot”, un modello».

Il Presidente della Regione prosegue: «Abbiamo fatto due leggi per dare la possibilità a Uber di stare in Calabria, non solo a Uber, a tutti quelli che fanno quel lavoro che in Calabria, oggi, potevano fare soltanto i tassisti. Il governo ce le ha impugnate, noi ci siamo costituiti davanti alla Corte costituzionale, abbiamo vinto; quindi, abbiamo aperto il mercato e l’ho invitato in Calabria. Gli ho detto: “quando partirà Uber in Calabria a giugno sarei felice che Tony West, il vicepresidente globale, venisse a visitare la nostra bellissima regione” che anche loro si sono resi possa essere una regione modello”», conclude.

Tony West, vicepresidente globale di Uber, è anche il cognato di Kamala Harris, attuale vicepresidente degli Stati Uniti. La società è attiva in 77 nazioni del mondo e offre un servizio di trasporto automobilistico privato (noleggio con conducente, NCC) attraverso canali digitali, mettendo in contatto direttamente passeggeri e autisti. Tramite l’app o il sito web del servizio, gli utenti possono prenotare le auto e tenere traccia della posizione in tempo reale.

La disputa col governo cui fa riferimento il Presidente risale alle scorse settimane, quando la Regione è riuscita ad ottenere il via libera della Corte costituzionale su due leggi già promulgate ed impugnate dal governo, una per il rilascio di duecento nuove licenze NCC e un’altra per regolamentarne il rilascio. Entrambe erano state impugnate dal Ministro dei Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, della stessa compagine politica di Occhiuto. Un paradosso politico tutto italiano che si inserisce nella delicata e complessa vicenda che vede confrontarsi taxi e noleggi privati.

Il commento di Occhiuto in una nota: «sugli NCC la Calabria vince una battaglia storica, che abbiamo combattuto nell’interesse collettivo, a favore dei consumatori, per avere servizi più efficienti, per la libertà di impresa. Perdono le corporazioni e perde la logica protezionistica. Mesi fa il Consiglio regionale ha approvato una legge, nata su mia specifica iniziativa, che avrebbe consentito il rilascio di 200 nuove licenze NCC in Calabria. Abbiamo tanti turisti che arrivano nel nostro territorio, ne vogliamo attrarre sempre di più, ed è nostro dovere impegnarci per garantire loro una mobilità adeguata. Il governo, qualche settimana dopo, aveva deciso di impugnare quella norma dinanzi alla Corte costituzionale, decisione alla quale la Regione Calabria si è immediatamente opposta».

Si legge ancora nella nota: «successivamente ho dunque proposto e fatto approvare in Consiglio regionale una nuova legge organica della materia, che ci consentisse il rilascio delle licenze. Anche in quel caso il governo impugnò la norma e la Regione Calabria si oppose. Oggi la Consulta ci dà ragione, chiedendosi inoltre se sia legittimo il divieto, che dura ormai da più di cinque anni, di rilascio di nuove autorizzazioni per l’espletamento del servizio di noleggio con conducente. Un divieto assoluto di fornire servizi innovativi, dice la Consulta, “configurerebbe una misura protezionistica a favore di una determinata categoria di imprese, pregiudicando non soltanto la libertà di iniziativa economica privata, che ha la sua cifra caratteristica nella costante ricerca di innovazioni, ma anche il benessere del consumatore”. Siamo davvero felici di aver provocato questa importante presa di posizione da parte della Corte costituzionale: ci saranno ricadute estremante positive per i cittadini e per chi vuole intraprendere», conclude.

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