Tra campo e cantiere: l'intervista a Raffaele Muzzì

Tra campo e cantiere: l'intervista a Raffaele Muzzì

Raffaele Muzzì, architetto sidernese, è uno stimato e affermato libero professionista. Oltre alla sua professione, grazie alla sua passione e notevole esperienza, nel ruolo di preparatore dei portieri continua a dare il suo importante contributo allo sport. E’ stato coinvolto per alcuni quesiti e all'appello ha subito risposto presente.

Cosa le piace della sua professione e che valore ha farla qui nel nostro territorio? Qual è l’opera, per cui ha lavorato, che di più l’ha soddisfatta?

‹‹Svolgo la professione di architetto da quasi 30 anni e, nonostante il tempo trascorso, c’è una cosa che continua a darmi grande soddisfazione: vedere il risultato finale di un progetto e, soprattutto, vedere il sorriso dei clienti quando finalmente possono ammirare ciò che avevano immaginato e che insieme abbiamo trasformato in realtà. Per me, progettare non significa semplicemente svolgere un lavoro tecnico. Ogni progetto, che si tratti della progettazione di una villetta o di un altro intervento, devo sentirlo mio. Cerco di metterci passione, attenzione e una parte di me, perché credo che ogni realizzazione debba avere un’anima e rispecchiare le esigenze e i desideri di chi la vivrà. Fare questo lavoro nel nostro territorio ha poi un valore ancora più importante. Significa contribuire, attraverso la propria professionalità, alla crescita e alla valorizzazione del luogo in cui viviamo, conoscendone le caratteristiche, la storia e le esigenze. Dopo quasi trent’anni, sento di avere costruito non solo progetti, ma anche un rapporto umano con le persone e con il territorio ed è proprio questo uno degli aspetti che rende questa professione ancora oggi così gratificante. Non credo ci sia un’opera in particolare che possa indicare come quella che mi ha dato più soddisfazione poiché ogni progetto ha avuto il suo significato, le sue difficoltà e le sue soddisfazioni. Nel corso degli anni, ciò che mi ha gratificato maggiormente è stato vedere alcuni dei miei progetti pubblicati su riviste di settore, anche internazionali. Più che la pubblicazione in sé, ho apprezzato il fatto che un lavoro nato dalla mia ricerca, dalle mie idee e dal confronto con la realtà del progetto potesse essere riconosciuto e condiviso anche al di fuori del mio contesto professionale. È stato, in qualche modo, un riscontro del percorso fatto e della passione che ho sempre cercato di mettere nel mio lavoro››.

Capitolo stadio Raciti. Cosa si prova a lavorare per questa struttura così cara ai sidernesi? Ritiene che la polivalenza dell’impianto sia un’opportunità?

‹‹Da sidernese, per me è una grande soddisfazione e, allo stesso tempo, un grande onore poter contribuire alla ristrutturazione, adeguamento e potenziamento dello stadio Filippo Raciti di Siderno: una struttura che appartiene alla memoria e alla vita sportiva della nostra città. Questo incarico ha per me un significato ancora più speciale perché, come lei ben sa, prima ancora di essere progettista e direttore dei lavori, sono stato calciatore e oggi sono il preparatore dei portieri dell’AC Siderno, la principale realtà calcistica della città. Conosco quindi lo stadio non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche da quello umano e sportivo. So bene quanto l'impianto stia a cuore agli sportivi di Siderno e a tutta la comunità. Posso assicurare che il mio impegno, insieme a quello dell’arch. Francesco Linarello, altro progettista e direttore dei lavori, è stato e continuerà ad essere massimo, con l’obiettivo di restituire alla città una struttura moderna, funzionale e all’avanguardia, capace di tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini di Siderno e per tutto il comprensorio. Aver avuto la possibilità di viverlo da atleta e oggi di contribuire, attraverso il mio lavoro, a restituirgli nuova funzionalità e nuova vita, rappresenta una responsabilità che sento particolarmente e, soprattutto, un motivo di grande orgoglio. Ritengo che la polivalenza dello stadio rappresenti una grande opportunità per Siderno e per tutto il comprensorio. L’Amministrazione ha scelto di puntare innanzitutto sulla riqualificazione della pista di atletica, con l’obiettivo di restituire alla città un impianto capace di ospitare e valorizzare diverse discipline sportive. Per quanto riguarda il calcio, poi, è importante ricordare che il progetto prevede la realizzazione di un impianto di irrigazione di ultima generazione e di un nuovo manto in erba naturale, che consentiranno di avere un terreno di gioco di elevata qualità. È vero che in città si è aperto un dibattito, soprattutto perché alcune società calcistiche avrebbero preferito un manto in erba sintetica. La scelta progettuale, però, è stata quella di privilegiare la polivalenza dell’impianto, cercando di creare una struttura che non fosse dedicata esclusivamente al calcio, ma che potesse diventare un vero polo sportivo a disposizione di tutta la comunità. Credo che questa sia la vera opportunità: avere finalmente a Siderno una struttura moderna, funzionale e in grado di accogliere diverse realtà sportive, offrendo nuove possibilità soprattutto alle giovani generazioni. È vero che in questa fase le società calcistiche stanno affrontando delle difficoltà e comprendo perfettamente le loro preoccupazioni. Parliamo di realtà che, con grande sacrificio e passione, portano avanti uno sport quello del calcio praticato da tantissimi giovani, offrendo a tanti ragazzi la possibilità di praticare sport e toglierli dalle strade. Proprio per questo ritengo che l’Amministrazione debba attivarsi per individuare una soluzione che possa garantire a tutte le società calcistiche la possibilità di svolgere le proprie attività nelle migliori condizioni possibili, conciliando le esigenze del calcio con quelle delle altre discipline sportive. La riqualificazione dello stadio deve essere un’opportunità per tutta la comunità e, a mio avviso, questo significa anche fare in modo che nessuna realtà sportiva venga penalizzata e che tutte possano continuare a svolgere il proprio lavoro con serenità e con il massimo del confort››.

Cosa ne pensa dei lavori rientranti in questa tornata (bando “Sport e Periferie”) e una volta terminati, in futuro, crede che lo stadio necessiti di ulteriori interventi?

‹‹Credo che l’Amministrazione comunale abbia saputo cogliere un’importante opportunità attraverso il finanziamento ottenuto con il Bando “Sport e Periferie”. Vorrei ricordare, peraltro, che da oltre dieci anni mi occupo dello stadio di Siderno, elaborando progetti con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni per la sua riqualificazione. È quindi motivo di grande soddisfazione vedere finalmente concretizzarsi un intervento significativo. Bisogna anche considerare che, a quarant’anni dalla realizzazione dell’impianto, questo rappresenta il primo intervento di una certa rilevanza. Inoltre, per adeguare la pista di atletica alle normative vigenti, l’Amministrazione ha scelto di assumersi anche l’onere di un mutuo, dimostrando concretamente la volontà di portare a compimento l’intervento. Alla domanda se, una volta terminati questi lavori, lo stadio avrà ancora bisogno di ulteriori interventi, la mia risposta è assolutamente sì. Lo stadio necessita ancora di numerose opere di riqualificazione: questo deve essere considerato soltanto l’inizio. Non bisogna abbassare l’attenzione e, soprattutto, non bisogna accontentarsi. Il sogno mio, ma credo anche quello di tutti gli sportivi di Siderno, è poter vedere finalmente la tribuna lato monte dotata di un’adeguata copertura, con l’installazione dei seggiolini e il completo adeguamento della tribuna stampa. Su questa proposta, come lei sa, abbiamo lavorato a lungo insieme all’arch. Francesco Linarello, studiando una soluzione che purtroppo non si è ancora concretizzata. Tra le altre priorità che ritengo importanti ci sono inoltre la realizzazione di un campo di calcio a otto in erba sintetica sul lato della tribuna mare, la realizzazione di una palestra e la riqualificazione degli spogliatoi secondari. Ribadisco che, innanzitutto, occorre realizzare un campo secondario, possibilmente in erba sintetica, che consenta alla disciplina più praticata, il calcio, di essere svolta dalle società calcistiche senza le difficoltà e i disagi che stanno affrontando in questo momento. Sarebbe un intervento fondamentale per garantire continuità alle attività sportive, e permettere alle società di operare nelle migliori condizioni possibili. Queste, a mio avviso, sono alcune delle principali opere da programmare per il futuro, ma sono convinto che ci sia ancora tanto da fare. L’obiettivo deve essere quello di proseguire nel tempo con una programmazione seria e costante, affinché lo stadio possa diventare finalmente una struttura moderna, completa e all’altezza delle esigenze sportive di Siderno e di tutto il comprensorio››.

 

Uno spazio sportivo. Da preparatore dei portieri dell’ AC Siderno 1911, un pensiero e un augurio per la sua squadra. Che stagione sportiva si aspetta, cosa sarà?

‹‹Da preparatore dei portieri dell’AC Siderno 1911, vorrei innanzitutto ricordare che ho ripreso questo ruolo dopo la scomparsa del mio caro cognato Enrico Etna, che aveva scelto di dare il proprio contributo a questo fantastico gruppo di dirigenti. È anche per questo che ho sentito il desiderio di continuare il suo impegno e di stare accanto a una società che, con enormi sacrifici e tanta passione, si sta prodigando per riportare l’AC Siderno nei campionati che questa città merita. Mi aspetto una stagione di transizione, ma vedo una società che sta cercando di fare le cose con grande serietà e professionalità. La scelta di affidare la squadra a mister Maurizio Panarello e di affiancargli il preparatore atletico Francesco Maviglia, due professionisti di altissimo livello, ne è una dimostrazione. Con entrambi stiamo lavorando quotidianamente con grande dedizione, quasi maniacale, per trasmettere ai ragazzi i propri metodi e la propria idea di calcio. La società sta inoltre cercando di costruire una squadra capace di divertire gli sportivi di Siderno, con l’obiettivo di riportare sempre più gente allo stadio e ricreare quell’entusiasmo che questa città ha sempre avuto nei confronti del calcio. Siamo però consapevoli che la situazione attuale non è semplice. Il continuo spostamento per gli allenamenti sui diversi campi dei comuni limitrofi rappresenta un handicap importante e ci penalizza fortemente. Ma, allo stesso tempo, vedo nei ragazzi, nello staff tecnico e nella dirigenza una grande voglia di non mollare. Anzi, credo che proprio queste difficoltà ci stiano dando una motivazione ancora maggiore e uno spirito ancora più battagliero per affrontare il campionato. Il mio augurio è soprattutto uno: che Siderno possa tornare ai fasti di un tempo e ritrovare quell’entusiasmo e quella passione che hanno sempre accompagnato la sua storia calcistica. E, nel mio piccolo, spero un giorno di poter dire di aver dato anch’io un piccolo contributo a questo percorso. Forza Siderno e viva la nostra città!››.

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