Siderno: La pesca, il rione Sbarre e il festival del mare: ce ne parla Antonio Ceravolo
Anche quest’estate, nei giorni 24, 25 e 26 luglio, nelle caratteristiche viuzze del rione Sbarre torna “Immersi nel Blu – festival del mare”: una tre giorni di festa (serale) caratterizzata da buon cibo, musica, arte e tradizione; è un format che piace molto e tanto convince e infatti ogni anno sono numerosi i partecipanti e significative le presenze, indice di un reale gradimento. Nata nel 2022, quest'anno si svolgerà la quinta edizione.
In attesa della manifestazione, si sono poste alcune domande ad Antonio Ceravolo, pescatore che ben conosce il quartiere e lo stesso evento e inoltre la storia della sua famiglia, intrinsecamente legata al mare e alla pesca, fanno parte di quei racconti che meritano assolutamente una menzione. Antonio è anche membro dell’associazione Blu Sbarre, quest’ultima risulta molto attiva e attenta alla valorizzazione dell’omonimo quartiere.
Il mare e la pesca, sin da tuo nonno (detto “u Gàrrunu”), sono parte integrante della storia della tua famiglia; di tutto questo cosa vuoi raccontare? Del mestiere del pescatore, quali sono le soddisfazioni e quali le insidie?
‹‹Per me e la mia famiglia, il mare così come la pesca sono vita. Ad oggi, della mia famiglia sono rimasto l'unico a esercitare questa professione e tutto nasce dal mio bisnonno Paolo Viola e poi da mio nonno Antonio Ceravolo detto “u Gàrranu”, vera leggenda della pesca al merluzzo. Io ho girovagato per il mondo ma poi, alla fine, ho scelto di seguire il mio Dna e ne sono felice. Il pregio di questa vita è vivere libero in mezzo al mare e poi è ancora un lavoro che ti consente di vivere discretamente nonostante il settore oggi sia in crisi, il pericolo, invece, è che puoi rimetterci la vita poiché lo Jonio non perdona!››.
Antonio, vuoi descrivere il tuo profondo legame col Rione Sbarre? Oltre alla festa estiva, l’associazione Blu Sbarre durante l’anno organizza vari eventi e promuove altre iniziative. Di questo, ci vuoi dire qualcosa di più?
‹‹Per me la Sbarra più che il mio quartiere è una parte del mio cuore: lì sono cresciuto, ho gli amici e poi ci sono mio padre e mio fratello e ci tengo a precisare che anche loro sono pescatori di livello. Ho ricordi straordinari di tanta gente che oramai non c’è più, un tempo era una festa ogni volta che si usciva di casa, sentivi i veri profumi della cucina marinara che ancora oggi mi sembra di rivivere, per fare capire meglio… il giorno si usciva di casa e non sapevi mai dove finivi a mangiare. Oggi abbiamo un’associazione, Blu Sbarre appunto, che organizza manifestazioni e tiene vivo il quartiere e posso affermare che questa è composta da persone strepitose››.
In generale, cosa ne pensi del festival “Immersi nel Blu”? Dall’edizione 2026, invece, cosa ti aspetti? Tu e la tua squadra, con lo stand, sarete presenti e allora... perché scegliervi e cosa proporrete ai partecipanti e visitatori?
‹‹"Immersi nel Blu" è veramente il nostro orgoglio, a mio parere, oggi, è la festa più bella della zona, perché con poche risorse riesce ad attirare migliaia di persone; siamo ormai arrivati alla quinta edizione e pensiamo ogni anno a migliorarci. Io personalmente ci sarò anche perché nelle precedenti annate tutte le sere ho sempre avuto il sold out, tra pochi giorni cercheremo quindi di ripeterci anzi proveremo a fare di meglio anche perché avrò la collaborazione di una nota birreria sidernese e proporremo, inoltre, sublimi novità culinarie››.
Sia dell’associazione Blu Sbarre (della quale sei membro), che della tua famiglia, vuoi menzionare e/o ringraziare qualcuno?
‹‹Si, vorrei ringraziare tutti gli “sbarroti” e in primis Ercole Macrì e Ivana Galluzzo che sono il cuore e la mente di tutto, poi tutti coloro che da fuori città negli anni ci hanno scelto, vorrei veramente nominarli tutti ma credo sia impossibile. Una persona, però, la voglio ricordare, questa non ha mai visto la festa ma ne sarebbe stata felice e anche se non era "sbarrota", amava tanto il quartiere e il quartiere amava lei: per tutti era Assunta, mia madre. Voglio, infine, porgere i miei saluti firmandomi col nome di ...“Nino du Gàrranu”, u fijju du Francu››.